Tratto da una storia vera , il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand uccise sua moglie, i suoi due figli e i suoi genitori. Jean-Claude, descritto da tutti come una persona equilibrata e affidabile, aveva nella realtà mentito a tutti per 18 anni… non si era mai laureato, non era mai diventato medico come aveva sempre sostenuto, non lavorava all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, non era mai stato malato di tumore. L’intera sua vita era fondata sulla menzogna… finchè, incapace di continuare oltre, pur di non deludere le persone che amava, uccise tutti coloro di cui non avrebbe più potuto reggere lo sguardo.
Un film che ti prende allo stomaco, con un bravissimo Daniel Auteil, e una vicenda che fin dall’inizio credi impossibile… da non perdere anche il romanzo di Emanuele Carrere.
mercoledì, giugno 27, 2007
L'avversario
Mare dentro
Proposto in terza serata dalla Rai, forse per l'argomento trattato, ho visto finalmente "Mare Dentro" di Alejandro Amenabar, con Javier Bardem nella parte di Ramon Sampedro, il tetraplegico condannato per trent'anni immobile in un letto e suicidatosi nel 1998 con una dose di cianuro, dopo aver inutilmente chiesto ai giudici il riconoscimento dell'eutanasia.
All'uscita del film si è scatenata, soprattutto in Spagna, una accesa discussione tra i favorevoli e i contrari all'eutanasia. Questo film, premio Oscar tra l'altro come miglior film straniero nel 2004, non vuole colpevolizzare nessuno, ma semplicemente racconta la storia e i suoi protagonisti.
Ramon, "l'uomo che sorrideva alla morte", era un uomo pieno di umorismo e di poesia, che ha cambiato la vita alle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di conoscerlo, seppur per poco tempo.
mercoledì, giugno 13, 2007
Colpo di sonno
Comincia la stagione televisiva estiva e la programmazione ne risente: vengono recuperate vecchie serie di fiction e di telefilm e vengono trasmessi film recenti ma di scarso successo al cinema.
Tra questi, "La donna perfetta" con Nicole Kidman e Betty Midler. Ennesimo remake, l'originale "La fabbrica delle mogli" risale al 1975, nonostante la presenza di attori solidi come Christopher Walken e Glenn Close, non può non scattare il classico "colpo di sonno"... sono riuscita a resistere fino alla fine del primo tempo.
Peccato per la Kidman, ultimamente non riesce ad azzeccare una parte... evidentemente la stregoneria e la fotografia non le hanno giovato.
mercoledì, marzo 14, 2007
Luca Argentero
Ma che piacevole sorpresa! Parlo dell'interpretazione di Luca Argentero in "Saturno contro", film a mio parere poco riuscito girato da Ferzan Ozpetek e al cinema in questi giorni. Una piacevole sorpresa perchè, nonostante il suo personaggio sparisca nella seconda parte del film, è come una ventata di freschezza in mezzo ad un gruppo di coprotagonisti che a quanto pare non vedevano l'ora di lavorare o di rilavorare con Ozpetek: Margherita Buy, Stefano Accorsi, Serra Ylmaz, Pierfrancesco Favino, Ennio Fantastichini, Isabella Ferrari, Filippo Timi, Lunetta Savino, Milena Vukotic, Ambra Angiolini. Già, anche Ambra Angiolini: nel ruolo della tossica non convince nessuno, nonostante qualche critico l'abbia definita la "rivelazione" del film.
lunedì, febbraio 19, 2007
L'importanza di chiamarsi Darcy
Colin Firth, tra le numerose interpretazioni, ha impersonato il ruolo del sig. Darcy nello sceneggiato tv "Orgoglio e pregiudizio", a suo dire vera e propria persecuzione a causa della famosa scena del bagno nel lago, ma a quanto pare questo nome gli ha portato fortuna!
Eh sì, perchè ha impersonato il ruolo dell'avv. Mark Darcy nei due film sbancabotteghini "Il diario di Bridget Jones", dove faceva innamorare di sè una irresistibile Reneè Zellwegger, e nel seguito "Che pasticcio, Bridget Jones", dove invece doveva far di tutto per tenerla stretta a sè.
Adesso non potrà più offendersi se qualcuno, sbagliando volutamente, lo chiama Mr. Darcy, o, visto che vive per dei periodi in Italia, sig. Darcy!
Giampaolo Morelli
Proseguendo nella mia personale ricerca dei volti promettenti del cinema italiano, non potevo ritornare a parlare di Giampaolo Morelli, dopo i post su "Dillo con parole mie" e su "L'uomo perfetto".
Il bravo Giampaolo sta facendo parecchia tv, a partire dal 1999 con la serie "Anni '60" e più recentemente "Distretto di polizia 5", "L'ispettore Coliandro" dove interpreta il personaggio creato da Carlo Lucarelli, e "Le ragazze di San Frediano" a fianco di Gabriella Pession e Martina Stella.
A quando la prossima interpretazione sul grande schermo? Speriamo presto!
Laura Chiatti
Letteralmente "esplosa" con la campagna pubblicitaria di una nota società telefonica, grazie agli spot girati con Silvio Muccino, a volte bionda, a volte mora, ha girato poi "A casa nostra" di Francesca Comencini, e lo sfortunato (al botteghino) "L'amico di famiglia" di Paolo Sorrentino.
Ora è sugli schermi cinematografici con "Ho voglia di te", l'osannato seguito di "Tre metri sopra il cielo", a fianco di Riccardo Scamarcio e tratto dall'omonimo romanzo di Federico Moccia.
Ma le sue velleità artistiche non si fermano qui: Laura ama molto anche cantare... cosa aggiungere di più? Io la vedo come una promessa del cinema italiano, assieme a molti altri attori ed attrici che si stanno "facendo le ossa" in questo effimero mondo. Auguri!
lunedì, febbraio 12, 2007
Solveig Dommartin
Da un trafiletto di giornale letto in treno ho saputo dell'improvvisa scomparsa di Solveig Dommartin: a molti questo nome non dice nulla, ma a me è rimasta impressa la sua immagine di trapezista bionda e bellissima in "Il cielo sopra Berlino", girato da Win Wenders (all'epoca suo compagno), interpretato assieme a Bruno Ganz e a Peter Falk, e presentato al Festival di Cannes nel 1987 vincendo il premio per la Miglior Regia.
E' per lei che l'angelo Damiel (Bruno Ganz), destinato ad ascoltare i pensieri tristi e meno tristi (e in bianco e nero) di noi mortali, ma innamorato di lei, rinuncerà alla sua immortalità per vivere (questa volta a colori) come umano sulla terra.
E dimenticatevi "La città degli angeli", hollywoodiana rivisitazione del tema con Nicholas Cage e Meg Ryan. Non c'è paragone!
venerdì, febbraio 09, 2007
L'uomo perfetto
Con questo film ritorno a parlare di Riccardo Scamarcio, idolo delle quindicenni (ma forse con "Manuale d'Amore 2" questo limite sarà valicato :-)
La storia è simpatica: Riccardo, attore squattrinato viene "ingaggiato" da Francesca Inaudi, pubblicitaria innamorata del suo miglior amico che sta per convolare a nozze con la sua migliore amica, per cercare di forgiarlo ad immagine e somiglianza di Gabriella Pession (l'amica) e far in modo di farla innamorare. E legarsi così a Giampaolo Morelli (il fidanzato).
E tra lezioni di teatro, musica, pret a porter, dizione e quant'altro, Gabriella si innamora sì di Riccardo, ma Riccardo fa innamorare anche la sua "creatrice". Le relazioni sembrano vacillare, complice anche una notte d'amore tra Francesca e Giampaolo, ma... non tutto è perduto.
Scritto così, sembra un guazzabuglio, ma il film è leggero e divertente per una serata in dolce compagnia: ciliegina sulla torta, lo spot finale con Riccardo in mutande per le vie di Milano.
Complimenti a Francesca Inaudi, Gabriella Pession e Giampaolo Morelli.
mercoledì, gennaio 03, 2007
Alessio Boni
Ho visto per la prima volta in tv Alessio Boni in “La donna del treno” di Carlo Lizzani e mi ha colpito per la spontaneità della recitazione, ma già era stato interprete sempre per la Rai dell’ennesima edizione di “Incantesimo”. E pur provenendo dal teatro di Strehler e di Ronconi, forse questa iniziale “gavetta” televisiva l’ha aiutato a farsi notare per il salto definitivo nel grande schermo, con “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, e, sempre con lo stesso regista “Quando sei nato non puoi più nasconderti” e “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini, accanto a Giovanna Mezzogiorno.
Cosa aggiungere di più? I suoi film e le sue interpretazioni dicono tutto, non ultima quella di Heatcliff in “Cime tempestose”: bravo, bello, impegnato anche nel sociale, non mi resta che aspettare il suo prossimo film o, chissà, un suo ritorno all’amato teatro.
Luigi Lo Cascio
Il primo film che ho visto nel 2007 è stato “La meglio gioventù”, con un gruppo di interpreti bravi, molto bravi: il termine bravi può essere alquanto limitante, ma non so scrivere come un critico cinematografico e usare aggettivi altisonanti non mi sembra adatto a questa recensione. Gli attori Luigi Lo Cascio e Alessio Boni (di cui parlerò nel prossimo post) interpretano due fratelli nell’Italia di fine anni sessanta, e la loro storia familiare ci accompagna fino agli anni novanta, accanto ad alcuni eventi fondamentali che hanno coinvolto l’Italia: l’alluvione di Firenze, le Brigate Rosse, la strage di Capaci, il tutto talmente coinvolgente che a fine film non puoi smettere di riflettere su di loro ma anche sulla “storia” che abbiamo lasciato alle spalle. E mentre Lo Cascio saprà affrontare una scelta difficile crescendo da solo una figlia, Boni si ritroverà di fronte ad una realtà non facile e abbandonerà la vita di poliziotto… Raccontare la trama in così poche righe è difficile e si rischia di rivelare troppe vicende alla fine collegate tra di loro.
Vi consiglio questo film, e se volete vedere Luigi Lo Cascio in altri film, vi ricordo “I cento passi” sempre di Marco Tullio Giordana, e “Luce dei miei occhi” di Giuseppe Piccioni: per entrambi è stato premiato rispettivamente con il David di Donatello e con la Coppa Volpi alla 58^ Mostra del Cinema di Venezia.
lunedì, dicembre 18, 2006
Freaks
Immaginate di trovarvi in un circo dove non ci sono animali, ma solo trapeziste, ballerine, pagliacci, uomini forzuti e... loro, i freaks, i mostri, errori della natura che si esibiscono al pubblico nella loro deformità: le gemelle siamesi, l'uomo tronco, la donna barbuta, lo scheletro umano, i nani.
E sarà proprio un nano ad innamorarsi di una trapezista bella e "normale", disposta a sposarlo pur di entrare in possesso della ingente eredità, per poi ucciderlo lentamente col veleno, complice il suo amante.
Ma i suoi piani vengono scoperti e la vendetta dei freaks non si farà attendere...
Film maledetto del 1932 diretto da Tod Browning, per oltre trent'anni bandito dai cinema della Gran Bretagna, ha visto notevoli vicissitudini: attualmente, la versione del film reperibile nelle videoteche è di soli 62 minuti, causa il taglio di molte scene all'epoca ritenute troppo "forti" e per questo censurate, e in versione originale con i sottotitoli in italiano.
Questo film colpisce perchè comunica che la mostruosità non è necessariamente legata alla diversità dell'individuo, ma molto spesso è nascosta ed esplode proprio nella normalità della singola persona, ed è forse questo che spaventa veramente guardando questa pellicola.
Imperdibili restano la scena del matrimonio, dove i freaks accolgono tra loro la sposa al coro di "Uno di noi, uno di noi, uno di noi" e la scena finale della "trasformazione" di Cleopatra.
I tre giorni del Condor
A volte bastano pochi elementi per fare un buon film: il regista, in questo caso Sidney Pollack, il protagonista, un Robert Redford all’apice della carriera, una giovane donna, la bellissima Faye Dunaway, una trama intrigante, un thriller con risvolti politici sullo sfondo, e una fotografia scintillante. Condor, nome in codice di Joe Turner/Robert Redford, è un agente della Cia che lavora presso un’agenzia dove vengono esaminati libri, giornali, riviste alla ricerca di messaggi in codice nascosti, purtroppo unico superstite del suo gruppo e per questo costretto a scappare senza sapere il perché, braccato dai suoi stessi “colleghi” e costretto a rifugiarsi presso l’appartamento della giovane Kathie/Dunaway pronta per una vacanza sugli sci.
Cosa può essere successo? Perché questa carneficina? E perché questa scia di sangue che continua e coinvolge altri personaggi? Lo scoprirete solo vedendo il film!
N.b.: sono rimasta affascinata dalle particolari fotografie in bianco e nero scattate da Kathie/Dunaway e non ho ancora scoperto l’autore...
Peter Boyle
Il personaggio della Creatura in “Frankestein” di Mary Shelley ha visto al cinema importanti interpretazioni, in primis Boris Karloff e più di recente Robert De Niro, ma l’unica commedia tratta da questo cupo romanzo è “Frankestein Junior” di Mel Brooks. E come non dimenticare Peter Boyle nel ruolo della Creatura?
Scomparso in questi giorni a soli 71 anni, famoso negli Usa per il suo ruolo nella sit-com “Tutti amano Raymond”, io lo voglio però ricordare anche per un’altra interpretazione, quella di un matto in “4 pazzi in libertà”. Assieme a lui recitano “pazzamente” Michael Keaton, Christopher Lloyd e Stephen Furst, tutti e quattro in cura presso un ospedale psichiatrico: Keaton è un giovane scrittore ricoverato per attacchi di collera violenta, Lloyd si crede uno psichiatra, Furst parla pochissimo e solo con un linguaggio da cronista, mentre Boyle, prima della crisi mistica pubblicista di successo, si crede nientepopodimenoche Gesù Cristo!
Lasciati da soli a New York, con il loro medico accompagnatore in gravi condizioni in ospedale perché testimone di un omicidio, faranno di tutto per scoprire i colpevoli del misfatto e nel frattempo anche a ritrovare la lucidità perduta prima del ricovero in ospedale. Gli attori sono tutti bravissimi, ma memorabile resta lo spogliarello in chiesa di Peter Boyle, con tutte le conseguenze del caso...
Imperdibile in DVD, passa raramente in tv ed a orari impossibili.
giovedì, novembre 23, 2006
Addio Robert
Robert Altman, il grande regista americano, scomparso a 81 anni, aveva appena ricevuto l’Oscar alla carriera. Da "M.A.S.H." a "Radio America" a "Nashville" il ritratto mai convenzionale di un paese controverso. «Ho sempre pensato che questo premio significasse la fine. Ma io ho in programma di continuare a girare film fino a quando durerò, e fino a quando la gente mi consentirà di farli». Aveva torto Robert Altman, che è morto lunedì notte in un ospedale di Los Angeles. Quel premio Oscar alla carriera, ricevuto a marzo da Meryl Streep e Lily Tomlin dopo averlo sfottuto, significava sul serio la fine. A maggio, per la verità, era riuscito a finire A Prairie Home Companion, ma lui stesso aveva avvertito: «E' un film sulla morte».
Fonte: La Stampa.it
Non sono per niente d'accordo, altrimenti si comincerebbe a pensare che gli Oscar portano veramente sfortuna, come nel caso delle ultime premiate come migliori attrici e successivamente separate dai rispettivi compagni e mariti!
E comunque anche senza Oscar Robert Altman era e rimane un grande, anticonvenzionale regista che ci ha aiutato a capire, e magari anche a comprendere, le contraddizioni dell'America di ieri e di oggi.
lunedì, novembre 13, 2006
Fascisti su Marte
Su Wikipedia Corrado Guzzanti, nato a Roma il 17.5.65, è definito un comico italiano.
Tra i suoi personaggi ricordo il regista Rokko Smitherson, l’adolescente coatto Lorenzo, il messia Quelo, la conduttrice televisiva Vulvia (che gambe!), il poeta Brunello Robertetti, ma anche le imitazioni di molti famosi, Venditti in primis, Funari, Rutelli, Bertinotti, Fede, Prodi...
Ma Corrado è molto di più: è un inesauribile autore di testi e strisce satiriche televisive che hanno lasciato il segno, e forse perché in tv le cose più belle vanno viste a puntate forse “Fascisti su Marte” ha pagato la caratteristica di lungometraggio e ripeto forse avrebbe avuto maggior audience centellinato a livello televisivo.
Per quale motivo? Perché il film è ambizioso, ricco di trovate: lo spunto è la conquista di Marte, il famoso pianeta “rosso”, e dei Mimimmi suoi abitanti (!), da parte del gerarca Barbagli e di cinque arditi, il tutto narrato e ripreso in stile documentario come quelli dell’Istituto Luce e con una colonna sonora ricchissima che raccoglie canzoni d’epoca, brani di musica classica e parodie delle canzoni fasciste.
Insomma, una vera e propria indigestione!
Speriamo di rivederlo presto a puntate in tv, sarebbe un bel regalo di Natale.
Jack Palance
Faccia da cattivo per eccellenza (alzi la mano chi non ha detto almeno una volta: ma quell’attore lì dove l’ho già visto?) scomparso il 10 novembre scorso all’età di 87 anni, Jack Palance ha partecipato a più di 100 film, girati anche in Italia, e ha visto premiata la sua carriera, caso strano, con Oscar e Golden Globe nel 1992 come migliore attore non protagonista nel film commedia (!) “Scappo dalla città, la vita, l’amore e le vacche”.
Come se tutti i western, noir, film drammatici girati non avessero dimostrato ampiamente la bravura e la fama da duro del nostro Jack!
Com’è strano il mondo del cinema: un attore recita per tutta una vita e vince un Oscar per un ruolo dove muore d’infarto a metà film… salvo poi tornare nel sequel!
lunedì, novembre 06, 2006
Tornando a casa
“Tornando a casa”, vincitore dell’Oscar come miglior attore (John Voight), miglior attrice (Jane Fonda) e miglior sceneggiatura, è uno dei molti film riguardanti il Vietnam.
Luke (Voight) è un reduce rimasto paralizzato alle gambe, Sally (Fonda), sposata ad un capitano tuttora impegnato nel sud-est asiatico, collabora come volontaria in un ospedale per gli invalidi reduci dove è anche ricoverato Luke. E qui, un po’ per compassione e un po’ per l’attrazione fisica che suscita, Sally si innamora di Luke e i due cominciano a frequentasi anche dopo la dimissione dall’ospedale. Ma il marito torna e viene a sapere della relazione della moglie, che nel frattempo partecipa alle manifestazioni pacifiste organizzate dallo stesso Luke. L’orgoglio ferito del marito (interpretato da Bruce Dern) potrebbe riscattarsi solo con l’uso della violenza ma…
Ho trovato questo film riordinando vecchie videocassette e l’ho rivisto con piacere. Sono passati ormai 28 anni dalla sua uscita nelle sale, del Vietnam non parla più nessuno, ma questa pellicola secondo me deve essere stato un ennesimo tentativo di far comprendere la crudezza della guerra e le conseguenze fisiche ma soprattutto psicologiche a cui sono andati incontro quelli che, volontari o meno, vi hanno partecipato.
Con amarezza però penso che non sia stato fatto ancora abbastanza…
giovedì, ottobre 12, 2006
Shall we dance?
Alcuni anni fa avevo iniziato un corso di ballo da sala, poi interrotto per i troppi impegni del periodo, ma quello che mi hanno lasciato quelle cinque lezioni l'ho ritrovato rivedendo "Shall we dance?", film senza pretese dedicato al mondo del ballo.
Richard Gere, avvocato specializzato in testamenti, sposato felicemente con Susan Sarandon, con due figli adolescenti, decide un giorno di prendere lezioni di ballo da principiante, attratto dall'insegna luminosa di una scuola vista ogni sera dalla metropolitana rientrando a casa.
Ed entrerà in un mondo che non avrebbe mai immaginato: prima timidi passi impacciati e poi intere coreografie per prepararsi ad uno dei tanti concorsi per dilettanti a cui assisterà anche la moglie, insospettita dalle sue assenze e avvisata da un detective privato delle ingenue "scappatelle" del marito.
Tutto si risolve per il meglio: Richard comincerà a ballare con la moglie per condividere la passione per il ballo, il collega avvocato finalmente deciderà di fare outing in ufficio sbandierando la sua passione per la rumba e il tango innamorandosi pure della partner, e anche Jennifer Lopez (ah sì dimenticavo c'è anche lei nel film) riprenderà ad esercitarsi nel ballo per vincere in Inghilterra.
Il film scarseggia purtroppo di coreografie, speravo in maggiori scene di ballo, ma quello che è importante è che ballare ti dà serenità, quando sei sulla pista non devi fare altro che abbandonarti e lasciarti guidare dal tuo partner e ascoltare la musica e seguire il ritmo: il ballo è qualcosa che arriva all'anima e ridà respiro e gioia in chi lo pratica.
E allora, ben venga un valzer e una mazurka (sono i soli balli che ho imparato, sigh) e i brutti pensieri e le preoccupazioni quotidiane volano via!
mercoledì, ottobre 04, 2006
Nuovomondo
Avevo già parlato di Emanuele Crialese con "Respiro" e con sorpresa l'ho riscoperto con questo nuovo film, premiato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, e candidato per l'Italia a concorrere ai prossimi Oscar come miglior film straniero.
Interpretato dal suo attore feticcio Vincenzo Amato, assieme alla francese Charlotte Gainsbourg, alle prese con l'emigrazione dall'Italia verso l'America dei primi del secolo scorso, dove gli italiani appena arrivati ad Ellis Island, dovevano sottoporsi ad umilianti test di ammissione prima di poter finalmente sbarcare sulla "terra promessa".
Non so altro della pellicola, aspetto di vederla al cinema, il fiume di latte dove si immergono i protagonisti ha qualcosa di straniante e di seducente nello stesso tempo, come la nebbia all'inizio del trailer. Ne riparlerò presto.




















