Nata nel 1921 come Alida Maria Laura Altenburger, baronessa di Markenstein-Freuenberg, Alida Valli è bambina quando lascia la neoitaliana Pola per Como, dove il padre va a insegnare; è un'adolescente quando lascia Como per Roma, dove è lei che va a imparare…
Scomparsa in questi giorni, con Alida Valli scompare un frammento di storia del cinema e anche di storia d'Italia, perché nel 1951 lei già offriva il profilo all'Italia turrita di bolli e francobolli. Meno acuta dell'Italia ministeriale, l'Italia festivaliera attende il 1997 per capire. Solo allora la Mostra di Venezia le dà il Leone alla carriera. Tutto il resto la Valli l'ha già avuto: dal Premio nazionale per la cinematografia, ricevuto dalle mani di Pavolini nel 1941, alla Palma d'oro per "L'inverno ti farà tornare" di Henri Colpi (1961).
Fonte: Il Giornale.it
giovedì, maggio 04, 2006
Addio baronessa
giovedì, aprile 06, 2006
Il mio miglior nemico
Achille De Bellis, top manager di un'importante catena alberghiera di proprietà di sua moglie Gigliola e di suo cognato Guglielmo, sembra avere tutto ciò che un uomo desidera dalla vita: una bella casa, un buon matrimonio e una solida posizione sul lavoro. Ogni certezza viene travolta dall'incontro con uno "sbandatello" di 23 anni, Orfeo, che vive in un quartiere popolare di Roma e, come i suoi amici, non coltiva grandi ambizioni, ma si trascina in un'esistenza fatta di lavoretti precari e pomeriggi consumati in chiacchiere inconcludenti. Non ha mai conosciuto suo padre ed è cresciuto in fretta, costretto a prendersi cura di Annarita, sua madre, una donna instabile che passa frequentemente dalla depressione all'euforia. Quando Achille licenzia Annarita per furto, Orfeo, convinto che sia stata accusata ingiustamente, decide di vendicarla e inizia a seguire Achille per scoprirne le debolezze e rovinargli l'esistenza... E da qui parte il film, fatto di schermaglie tra Orfeo e Achille e di viaggi alla ricerca della di lui figlia, metafora della crescita di entrambi per finalmente riuscire a vivere una vita propria. Salvo qualche calo di sceneggiatura, il film è godibile, grazie ad un maturo Verdone e alla freschezza di Muccino.
lunedì, marzo 13, 2006
Toni Servillo
Titta Di Girolamo, Tony Pisapia, Domenico Priore ed altri ancora: sono alcuni dei personaggi interpretati al cinema e a teatro da Toni Servillo, Attore con la A maiuscola e scoperto per puro caso grazie a "Le conseguenze dell’amore" di Paolo Sorrentino, di cui ho già parlato in un precedente post. Scoprire questi attori è come prendere una boccata d’aria pura, come assistere finalmente ad un film o ad un’opera teatrale che vive grazie ai suoi attori, che respira per mezzo dei suoi attori.
Le conseguenze sarebbe stato un film inguardabile senza Servillo; Sabato, Domenica e Lunedì, non avrebbe riscosso così tanto successo nei teatri italiani senza gli interpreti partenopei (da non dimenticare la Rosa Priore interpretata da Anna Bonaiuto), e il Tony Pisapia ne "L'uomo in più" non sarebbe stato tale senza Servillo e senza il suo "gemello" Andrea Renzi.
Attore da scoprire e da seguire, se ne parlerà sempre di più nel futuro, e non solo a teatro.
Transamerica
Sabrina, per le amiche Bree, è un transessuale che vive alla periferia di Los Angeles e per pagarsi l’ultimo, definitivo intervento per diventare donna fa due lavori, cameriera in un fast-food messicano e marketing telefonico. E’ seguita da una psicologa che ha finalmente dato il suo benestare per questa ultima operazione, ma, esattamente ad una settimana dal fatidico intervento, arriva una telefonata da New York e Bree scopre di essere "padre" di un giovane delinquente, Toby, incarcerato per droga e frutto di un amore giovanile quando ancora si chiavama Stanley. Obbligata dalla psicologa, che le rifiuta a questo punto il suo benestare, Bree si presenta a New York, paga la cauzione per il ragazzo e, non potendo dirgli la sua vera identità, si fa scambiare per una assistente sociale di una non ben conosciuta chiesa.
Ma nonostante questo, è ancora decisa a non prendersi cura di questo figlio caduto dal cielo che è altrettanto deciso di ritrovare il suo vero padre, visto che la madre si è suicidata e il patrigno gli ha rivolto "particolari" attenzioni fin da quando era bambino. Quello che Bree non sa è che suo figlio si prostituisce per sopravvivere, sperando un domani di andare in California e diventare un divo del cinema pornografico.
Da qui inizia uno strano viaggio di reciproca conoscenza di un padre/madre, di un figlio e della loro famiglia.
Felicity Huffman, da casalinga disperata in tv, diventa un trans disperato al cinema, ed è bravissima! Peccato non abbia vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista, senza nulla togliere al merito di Reese Witherspoon con "Walk the line". E bravo anche il figlio, imperdibili poi i camei di Burt Young e Fionnula Flanagan che interpretano il padre e la madre di Stanley/Bree.
Da vedere!
martedì, febbraio 28, 2006
Notte prima degli esami
Caso cinematografico del momento, questo piccolo film italiano sta sbaragliando in questi giorni le classifiche degli incassi (oltre 1 milione di euro nella prima settimana di programmazione), con una freschezza e nostalgia che ha attirato a quanto pare molte persone al cinema, e non solo i diciottenni prossimi agli esami di maturità, ma anche tutti quelli che come me, negli anni '80, hanno sofferto sui libri, sudato freddo per le ammissioni e per i cambi di materia il giorno prima dell'orale (sì, mi hanno cambiato scienza delle finanze con italiano!), e mal sopportato il/i professore/i, magari desiderando sfogarsi e dirne quattro al carogna di turno.
Un bravo a tutti gli attori, tra cui spicca il giovane Luca, interpretato da Nicolas Vaporidis, padre greco e madre italiana, campione delle brutte figure che va ad innamorarsi proprio della figlia del prof più odiato, un azzeccato Giorgio Faletti.
I guerrieri della notte
Uscito nel 1979, girato da Walter Hill, ho rivisto questo film in dvd dopo ben 27 anni e si vedono tutti: attori persi per strada (ad eccezione di James Remar che gira Sex and the City per la tv), New York o meglio il Bronx visti solamente dalla metropolitana, una grottesca e antipatica deejay che incalza le bande a catturare i “guerrieri”, ingiustamente accusati di aver ucciso il capo dei capi, Cyrius. Chissà come mai certi film rivisti a distanza di tempo perdono quelle sensazioni che ci avevano tanto entusiasmato alla prima visione: il rude e la bella che alla fine restano assieme, la fuga incalzante da quartiere a quartiere, la musica (be’ si salva solo la sigla finale "In the city"). Ma per i veri sfegatati fan del film c'è un sito ufficiale inglese dove trovare tutto ma proprio tutto del film "The warriors", persino le scene aggiunte nella versione televisiva del film e l'intera sceneggiatura. Buona navigazione!
lunedì, febbraio 20, 2006
La notte dei morti viventi
"I morti ti prenderanno, Barbra! Ti prenderanno, Barbra! Attenta, ti prenderanno!"
Brrrr... questa è una delle battute iniziali e ahimè alquanto attendibile di cosa succederà durante il film "La notte dei morti viventi". Rivisto dopo tanti anni, il film del giovane George A. Romero, dimostra tutti i suoi limiti "finanziari" ma è senz’altro il capostipite di tutti quei film horror e splatter che, dopo il 1968, spopoleranno nei cinema, soprattutto tra il pubblico dei più giovani.
La trama, peraltro ben scritta e riportata integralmente in questo sito, è presto detta: misteriose radiazioni emesse da una sonda spaziale rientrata dal pianeta Venere creano strani effetti sui morti non ancora seppelliti, che resuscitano e divengono mostri assetati di sangue e di carne umana. Il terrore si propaga per città e campagne. In un casolare isolato della Pennsylvania trovano rifugio Ben, un ragazzo di colore, Barbra, una giovane che ha assistito alla morte del fratello, divorato dagli zombie, una coppia di fidanzati, Tom e Judy e, infine, Harry e Helen, due coniugi la cui figlia, Karen, è stata aggredita dai mostri. Asserragliato nel casolare, il gruppo tenta di scampare alla morte, ma chi viene divorato dai morti viventi, si unisce alla schiera dei mostri assetati di sangue...
Per gli appassionati del genere questo film non può mancare nella videoteca di casa, eventualmente accompagnato dal suo seguito, uscito in Italia col titolo "Zombi".
mercoledì, gennaio 25, 2006
Memento
Memento, di Christopher Nolan, è un film molto particolare: il protagonista, Guy Pearce, ha perso la memoria in seguito all’evento traumatico della violenza e dell’assassinio della moglie e continua a non mantenere i ricordi fissi nella sua mente, nemmeno quelli accaduti 15 minuti prima.
L’unico modo per poter “ricordare” è quello di scrivere appunti, note, scattare istantanee, persino tatuarsi il corpo, nell’intento di mantenere, seppur difficilmente, delle radici di una esistenza così precaria. Chi ha ucciso sua moglie? Ma sua moglie è veramente morta? E stato ricoverato in un ospedale? Il poliziotto che lo aiuta (interpretato da Joe Pantoliano) è veramente un amico? E la donna che lo ama (interpretata da Carrie Ann Moss pre Trinity) è quella che sembra? Il film vortica continuamente sui perenni dubbi di Leonard, e per lo spettatore sembra di giocare con un puzzle a cui manca sempre un unico pezzo per arrivare all’immagine finale.
E’ da vedere, ma sarete colti da continui dubbi e straniamenti, proprio come il protagonista del film.
Kong is King (oppure no?)
Travolta dal successo della saga de “Il Signore degli Anelli”, non vedevo l’ora di vedere la nuova versione cinematografica di “King Kong”, alla guida del mitico Peter Jackson (talmente preso dall’edizione del 1933 da travestirsi in gioventù da scimmione e spaventare i passanti e gli automobilisti) e purtroppo il film mi ha deluso.
La parte girata sulla nave e nella foresta è sfolgorante, piena di effetti speciali, animali preistorici così fanno dimenticare “Jurassic Park”, Naomi Watts non è mai stata così bella, ma la parte girata invece a New York con l’esposizione del “trofeo” lascia parecchio a desiderare.
Forse la troppa carne al fuoco ha talmente esaurito il regista da non trovare un finale decente, forse la post-produzione ha superato anche i tempi delle riprese vere e proprie, l’utilizzo massiccio del blue-screen deve aver disorientato non poco gli attori: Adrien Brody che in altre occasioni, vedi l’Oscar meritato per “Il pianista”, aveva dato prove meritevoli, qui pronuncia battute sconnesse guardando il nulla e Jack Black sembra un invasato che pur di non abbandonare la sua pellicola è disposto a far ammazzare mezzo equipaggio.
Insomma, non mi ha soddisfatto, mi è piaciuto sotto il profilo effetti speciali, Kong è la vera star del film grazie a delle espressività create al computer dagli animatori di Jackson, ma i dialoghi facevano piangere, compresa la battuta, che riprendeva l’omonima del 1933, pronunciata da Jack Black alla fine del film.
lunedì, gennaio 23, 2006
La lettera d'amore
Mi perdonerà l'autrice Cathleen Schine se riporto la sua "lettera d'amore" da cui è stato tratto l'omonimo film con Kate Capshaw e Tom Selleck.
"Cara capra,
tu sai come ho fatto a innamorarmi di te? Ho inciampato, ho barcollato, ho perso l’equilibrio, mi sono sbucciato le ginocchia, il cuore.
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L’aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E’ troppo banale per te? No, e lo sai. Vedrai. E’ quello che capita, è quello che importa.
Non dormo più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c’entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue, che si dilaniano in una faida:
“Mi sto innamorando”.
“Tipica scelta stupida”.
“Eppure … L’amore mi tormenta come se fosse dolore”.
“Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E’ tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia”.
“C’è una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando non dormo”.
Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho provato a dimenticare. Tu non vai bene per me e lo so, ma non faccio più caso ai miei pensieri se non sono rivolti a te. Quando sono accanto a te, davanti a te, sento le tue mani tra i miei capelli anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio un’arancia, quando guido la macchina, quando vado a letto ogni sera senza di te, io appartengo a te.
Montone".
Film leggero e simpatico, con Louis Armstrong e la sua "I'm in the mood for love" a fare da introduzione al film. Consigliato a tutti.
venerdì, gennaio 20, 2006
Brokeback mountain
Vincitore di quattro Golden Globe (tra cui miglior film e miglior regia) e già Leone d'Oro veneziano, "I segreti di Brokeback Mountain" è il film più chiacchierato di questo inizio d'anno.
"... Quel che Jack ricordava e rimpiangeva con un'intensità che non poteva soffocare nè capire era la volta che, in quella lontana estate sulla Brokeback, Ennis gli era andato alle spalle attirandolo a sè, il silenzioso abbraccio che placava una sete condivisa e asessuata ..."
(E. Annie Proulx, Gente del Wyoming).
Questo piccolo e significativo estratto dal racconto da cui è tratto il film candidato ai prossimi Oscar "Brokeback Mountain" vale la visione del film.
Grande merito al regista Ang Lee (chi si ricorda il mitico "Pranzo di nozze"?) e agli attori Heath Ledger e Jake Gillenhall.
Da non perdere!
lunedì, gennaio 16, 2006
Come hai detto che si chiama? Philip Seymour Hoffman
Studente in "Scent of woman - Profumo di donna", cacciatore di tornado in "Twister", interprete accanto a Robin Williams di "Patch Adams", infermiere di un malato terminale in "Magnolia", reverendo in "Cold Mountain" a fianco di Nicole Kidman e Jude Law, nemico n° 1 di Tom Cruise nel prossimo "Mission Impossible 3", questo attore così poliedrico e trasformista, nato nel 1967, si sta rivelando come uno dei probabili vincitori dell’Oscar 2006 per il suo ruolo in "Capote", dove interpreta il famoso scrittore Truman Capote durante le sue ricerche per la stesura del libro "In cold blood" (uscito anche in Italia con il titolo "A sangue freddo"), suo capolavoro che narra la storia vera di un massacro familiare ad opera di due balordi nel lontano 1957. La somiglianza con lo scrittore è sbalorditiva! Il film uscirà in Italia probabilmente a febbraio 2006, mentre gli Oscar saranno annunciati come di consueto dal Kodak Theatre domenica 5 marzo.
martedì, gennaio 10, 2006
Piccoli divi crescono
Nome: Dakota
Cognome: Fanning
Data di nascita: 23 febbraio 1994
Professione: attrice
Primo film famoso girato: “Mi chiamo Sam” (2001), dove ruba la scena a Sean Penn
Ultimo film famoso girato: “La guerra dei mondi” (2005), dove ruba la scena a Tom Cruise
Programmi per il 2006: quattro (!) film in produzione
Bambini attori così mi fanno un po’ paura: precisi, attenti, intelligenti, impegnati, seguiti da uno stuolo di tutor ed insegnanti, imparano a memoria non solo le loro battute ma anche le battute degli altri attori che girano le scene con loro.
Ultimo esempio è Haley Joel Osment, il figlio di Forrest Gump, ma anche l’alieno in A.I. Intelligenza Artificiale, guarda caso sempre di Spielberg come la Guerra dei Mondi.
Ma altri "piccoli divi" hanno fatto una ben misera fine: Macaulay Culkin, dopo aver perso due volte l’aereo, ha perso letteralmente la testa per droga e anfetamine, mentre altri "famosi" negli anni 1980 ora girano nei film per la tv via cavo.
Altri ancora ce l’hanno fatta ad attraversare infanzia ed adolescenza per arrivare a ruoli impegnativi e di successo, vedi Elijah Wood oppure Kirsten Dunst.
Come finirà per Dakota? Già la sorella Elle di soli 7 anni la incalza da vicino...
mercoledì, gennaio 04, 2006
Orgoglio e pregiudizio
Non ancora uscito in Italia al momento in cui scrivo, il film (con un glorioso precedente del 1940 con Laurence Olivier) è tratto dall’omonimo libro di Jane Austen e narra delle continue schermaglie amorose all’interno di casa Bennett nell’Hartfordshire in Inghilterra, dove vivono il sig. Bennett (Donald Sutherland), la sig.ra Bennett, moglie severa, e le loro cinque figlie: Jane, la maggiore, molto bella e delicata, Elizabeth, la più intelligente, Mary, la studiosa, Kitty, l’immatura che convolerà a nozze con il primo cavaliere scapestrato che incontra, e Lydia, la più piccola.
Alla morte del sig. Bennett, la casa viene ereditata da un lontano cugino, il sig. Collins, facoltoso, scapolo, ma purtroppo molto molto affettato, ed alle ragazze non resta che pensare al futuro, cioè ad un matrimonio per ciascuna di loro.
Nella villa accanto a quella dei Bennett vengono ad abitare il sig. Bingley, altro facoltoso scapolo piuttosto belloccio, che invita alcuni amici della buona borghesia tra cui il sig. Darcy: sembra che Jane ed Elizabeth abbiano delle rosee possibilità ma... l’orgoglio da una parte e il pregiudizio dall’altra ci metteranno lo zampino!
La produzione e gli attori sono per la maggior parte inglesi, ottime recensioni in patria, paesaggi mozzafiato e musiche stupende: il film reggerà l’inevitabile confronto con il libro?
Non mi resta che aspettare l’uscita nei cinema italiani...
Parenti serpenti
Siamo negli Abruzzi, la vigilia di Natale, dove arrivano da varie città i figli di Trieste, nonna ancora attiva e lucida, e Saverio, ex carabiniere, purtroppo colpito dalla demenza senile. Ci sono le figlie Lina, con marito e figlio al seguito (è lui la voce narrante del film) e Milena col marito, e i figli Alessandro, con moglie e figlia, e Alfredo, il maggiore scapolo.
L’atmosfera della casa è piena di affetto e di calore: le antiche tradizioni rivivono con la messa di mezzanotte, il cenone, la tombola, i regali... o meglio pare piena di affetto e calore. Cominciano ad affiorare i primi screzi tra sorelle e cognata, ma soprattutto giunge inaspettata una notizia: nonna Trieste con nonno Saverio ha deciso, e lo comunica durante il cenone di Natale, di voler andare a vivere insieme ad uno qualsiasi dei figli, al quale spetterà metà della loro pensione e l’appartamento dove ora vivono.
Apriti cielo! Sconvolti e imbarazzati, i figli si chiudono in camera e cominciano a litigare, rinfacciandosi colpe grosse e piccole, si scopre che la cognata Gina, modenese purosangue, è l’amante di Michele e assieme hanno posato per delle foto osè per dei giornali pornografici; Alfredo, scapolo impenitente, spinto dagli altri fratelli ad accogliere i genitori, confessa di essere omosessuale e di convivere con un uomo da molti anni.
Insomma una soluzione sembra impossibile, ma... una soluzione si trova sempre, soprattutto a Natale, quando si è tutti più buoni, no? Tra fuochi d’artificio e brindisi la notte di Capodanno si conclude con un’enorme "botto"...
Non vi sciupo la sorpresa di scoprire come si conclude questo film di Monicelli, ma sappiate soltanto che il titolo la dice lunga sui rapporti familiari.
martedì, dicembre 06, 2005
Christopher Lee
Alto un metro e novantacinque centimetri, scarno, una voce profonda e uno sguardo inquietante, Christopher Lee è quasi l'incarnazione del conte Dracula. Christopher Lee (vero nome Christopher Frank Carandini Lee), è una delle icone del nostro cinema: nato il 27 maggio 1922 a Londra (nello stesso giorno era nato anche Vincent Price), continua tuttora a lavorare, al cinema (solo quest’anno lo vedremo in 5 film), e in tv (sua è l’interpretazione del Cardinale Stefan Wyszynski nel “Papa Giovanni Paolo II” trasmesso quest’anno dalle reti Rai), dimostrando una longevità scenica ineguagliabile.
Scorrendo il lungo elenco di film, oltre a “Il conte Dracula”, interpretato 10 volte ed odiato per sua stessa ammissione, ha recitato nella saga de “Il Signore degli Anelli”, nei tre episodi iniziali di “Star Wars”, partecipa immancabilmente alle produzioni di Tim Burton, ha interpretato a tutt’oggi più di 220 film.
Parla correntemente francese, italiano, spagnolo, tedesco e un po’ di svedese, russo e greco ed è stato nominato Comandante dell’Impero Britannico dalla Regina Elisabetta.
Ci sarebbe ancora molto da dire su di lui … da una ricerca effettuata in Google pervengono 4.120.000 risultati!
Lunga vita a Saruman il Bianco!
mercoledì, novembre 23, 2005
Chiamami aquila
Ricercato inutilmente nelle videoteche, programmato solo raramente in tv e a tarda notte, ho finalmente videoregistrato "Chiamami aquila" con John Belushi e Blair Brown, uno dei pochi se non l'unico film "serio" del grande John, prima della sua prematura scomparsa, prodotto da Steven Spielberg e sceneggiato da Lawrence Kasdan, futuro regista de "Il grande freddo".
Il film è bello e poetico, un po' sorpassato visti i tempi, ma una scena mi è balzata all'occhio: quando John, attaccato da un puma nella casupola di montagna, viene soccorso e portato a letto da Blair Brown sembra trasformarsi in Indiana Jones ne "I predatori dell'arca perduta". Stessa scena, ti fa male qui... un bacio, ti fa male anche qui... un altro bacio, stessa identica scena in due film diversi: ambienti diversi, d'accordo, attori diversi, d'accordo, ma... stesso sceneggiatore e stesso anno di uscita dei film, 1984. Mi sa che Lawrence Kasdan si è ritrovato a corto di idee e ha riutilizzato la stessa scena per due film differenti... Vedere per credere!
La seconda notte di nozze
Spesso i comici si rivelano sorprendentemente degli ottimi attori drammatici: è stato il caso di Jim Carrey, snobbato agli Oscar per "Truman Show" e "Man on the moon", ed è anche il caso di questo delizioso film di Pupi Avati, in programma alla Mostra del Cinema di Venezia, con un bravissimo Antonio Albanese.
Abituati a vederlo iperattivo e sornione, abbarbicato ai suoi personaggi stralunati a Mai dire lunedì, è bravissimo nella parte del cognato un po' ebete, purtroppo a causa delle scariche dell'elettroshock subite durante la seconda guerra mondiale, di una altrettanto brava Katia Ricciarelli, vedova di guerra con figlio a carico (un fetente e profitattore Neri Marcorè), che si ritrova a fuggire in Puglia per finire ad abitare con le zie e con Antonio che l'ha sempre amata, fin da bambino.
Sminatore di bombe (tanto se muore lui, muore un povero scemo... dicono al paese), si spinge fino a sposare la cognata, contro le volontà delle zie, ottime Angela Luce e Marisa Merlini, e a pagare anche i debiti e a coprire i furti di quel fetentone di Neri Marcorè.
Scena da ricordare: una delle prime bombe sminate da Albanese... tutti al cinema sono saltati sulle poltrone!
venerdì, novembre 11, 2005
Buon compleanno Alain!
"Compie 70 anni il divo francese. La sua parabola: dalla leggenda alla vecchiaia e l'emarginazione. Alaindelon, senza pause, senza esitazioni, una sola parola, come compete alle star entrate nel cuore della gente. Nome e cognome intrinsecamente legati, pronunciati senza prendere fiato e sospesi da sempre nella nostra memoria. Ci hanno accompagnato per più di quarant'anni al pari di altri nomi non meno leggendari, come brigittebardot, tanto per rimanere in Francia, evocando una grandezza mai scalfita da nessuna pellicola, anche se modesta, da nessun scandalo, da nessuna provocazione, da nessun silenzio." (fonte)
L’ultima volta che l’ho visto era in tv su “Scherzi a parte” alcuni anni fa. Che tristezza!
mercoledì, novembre 02, 2005
Pier Paolo Pasolini
Il 2 novembre del 1975 moriva in circostanze misteriose Pier Paolo Pasolini. Perché, a trent'anni dal suo assassinio, quest'uomo controverso, quest'intellettuale scomodo, quest'artista versatile e prolifico, continua a far parlare di sé e a interrogare il nostro presente? Io avevo 7 anni allora ed, assieme all’assassinio di Aldo Moro, è una delle prime notizie di cui mi ricordi, forse per l’efferatezza dell’omicidio compiuto e descritto dai telegiornali di allora, o forse per questa figura sottile, che mi ispirava curiosità. Negli anni è ritornato puntualmente alla ribalta, grazie anche all’opera di divulgazione dei suoi amici più stretti, tra cui l’attrice Laura Betti, curatrice del Fondo omonimo e recentemente scomparsa, e ancora più adesso, quando sono state esaminate nuovamente le modalità della sua morte e le confessioni dell’allora unico colpevole (ma sarà poi vero?) Piero Pelosi.




















